Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise è una delle più antiche riserve naturali d’Europa. A sole due ore di auto da Roma, dal 1922 protegge foreste vetuste oggi patrimonio UNESCO e una straordinaria biodiversità: tra le specie simbolo ci sono l’Orso bruno marsicano, il Camoscio appenninico e molte altre specie rare e minacciate. Lo scenario è quello di montagne alte oltre 2000 metri, ammantate di faggete interrotte da radure e praterie, e di piccoli borghi medievali quasi mimetizzati sui versanti vallivi.
Per una serie vertiginosa di millenni i lupi hanno considerato le terre del mondo boreale come la loro casa: ululati profondi e cacce avventurose in un paesaggio popolato da grandi erbivori erano la cifra di un mondo ancora intatto. I nostri antenati paleolitici li ammiravano e li emulavano; ed è verosimile che, in una realtà in cui i rischi della vita erano ampiamente condivisi, le perdite da entrambe le parti si consumassero senza grandi tragedie o rivendicazioni.
Poi, in tempi più recenti, stravolgimenti culturali nella nostra vecchia Europa hanno mutato lo sguardo dell’uomo sul lupo: siamo diventati allevatori, abbiamo ridotto gli erbivori selvatici per fare spazio a greggi e mandrie. Il lupo? Quanto meno un nemico. Nel peggiore dei casi, in proporzione al grado di frustrazione e ignoranza di alcune comunità rurali e a tetre strumentalizzazioni politiche e religiose, un demonio: flagello, calamità da estirpare.
In Abruzzo, per una serie di contingenze incredibili—alcune fortuite, altre volute—trovarono rifugio alcuni tra gli ultimi lupi dell’Europa occidentale. Quelli che è possibile osservare nel Parco Nazionale d’Abruzzo sono i discendenti diretti di quei sopravvissuti: mai estinti né reintrodotti. Per approfondire: Il lupo appenninico, un lupo tra i lupi.
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da 620,00 €
dal 5 marzo 2026 al 11 marzo 2027Wolf Tracking in Abruzzo
Un'esperienza unica per approfondire la conoscenza del Lupo appenninico, esplorando l'Abruzzo in veste invernale. Escursioni guidate alternate ad appostamenti mirati, per imparare a riconoscere i segni di presenza del Lupo e ad apprezzarne il ruolo fondamentale nell'ecosistema appenninico.
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da 140,00 €
dal 20 giugno al 29 agosto 2026Storie di lupi e pastori
Un'esperienza immersiva di due giorni con pernottamento in un rifugio di montagna nel cuore del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, dedicata all'osservazione della fauna selvatica e alla scoperta del Lupo appenninico.
Ma, al di là del termine anglofono, cos’è esattamente il wolf tracking? L’abbiamo chiesto a Andrea, International Mountain Leader, guida naturalistica e wolf tracker in forza al team di Wildlife Adventures, tour operator con base operativa nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, che offre—con esperienze attente e dedicate—l’opportunità di entrare in punta di piedi nel mondo dei lupi del Vecchio Mondo.
Andrea, cos’è il wolf tracking?
“Letteralmente, si tratta di intercettare sul campo la presenza dei lupi: un approccio usato nella ricerca e nella gestione della fauna selvatica per ottenere dati su presenza, consistenza e abitudini del predatore in una determinata area… Più semplicemente, per noi è un’attività di immersione completa nel mondo del lupo, articolata in alcune giornate in cui—oltre a veri e propri appostamenti mirati all’osservazione diretta di esemplari liberi (wolf watching) alterniamo escursioni nell’habitat della specie alla ricerca di segni di presenza, con l’intento di introdurre i partecipanti alla complessità delle relazioni ecologiche all’interno di una vera terra di lupi.
L’avvistamento del predatore non è garantito, ma è comunque spesso possibile: il lavoro delle guide consiste anche nello stare al passo con i movimenti dei lupi, raccogliere segnalazioni, fare sopralluoghi e condurre i partecipanti nelle aree dove, momento per momento, è più probabile che sia presente almeno un lupo.” Per contesto e dati sintetici: lupo appenninico.
Cosa succede durante il wolf tracking?
“Per le attività di avvistamento, sfruttando il fatto che i lupi sono più attivi nelle ore crepuscolari (alba e tramonto), ci muoviamo per tempo per arrivare sul posto e osservare nel momento in cui è più probabile intercettarli. Per raggiungere il punto giusto poco prima dell’alba, di solito ci si incontra con la guida alle 5 o alle 6 del mattino, a seconda della stagione: alcuni appostamenti richiedono un avvicinamento di poco più di un’ora a piedi, altri solo spostamenti in auto per raggiungere punti di osservazione con ampia visuale.
Serve molta pazienza, la capacità di restare in silenzio e sostanzialmente immobili anche con basse temperature: equipaggiarsi bene è indispensabile (qui trovi una guida pratica: come prepararsi, zaino e mente, per un’avventura invernale). La guida fornisce ottimi binocoli e un cannocchiale per permettere a tutti di osservare meglio gli animali individuati: non solo lupi, ma anche cervi, camosci, cinghiali, rapaci e—eccezionalmente—orsi bruni frequentano le stesse aree.” Per etica e buone pratiche: 10 segreti per un wildlife watching rispettoso.
Quante probabilità ci sono di avvistare un lupo?
“Le probabilità sono sempre concrete, ma anche nella migliore delle ipotesi è richiesto ai partecipanti un certo impegno. I lupi, specialmente in assenza di copertura nevosa, si mimetizzano perfettamente negli habitat rocciosi e di prateria: per questo è utilissimo comunicare all’interno del gruppo in modo efficiente la posizione degli animali avvistati. Osservare il comportamento delle altre specie presenti può fornire indizi sulla presenza del lupo nell’area. Chiaramente è compito della guida interpretare movimenti e suoni e facilitare l’esperienza per tutti, ma spesso anche i partecipanti hanno un ruolo fondamentale.”
Qual è il periodo migliore per avvistare i lupi nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise?
“I lupi sono osservabili tutto l’anno. In inverno gli individui di un branco sono generalmente più numerosi e, soprattutto in presenza di un buon manto nevoso, più facilmente intercettabili. In estate è invece più frequente osservare lupi in movimento a partire dal tramonto, in coppie o, più spesso, da soli.”
Quali altri animali si possono osservare in Abruzzo?
“Sia gli appostamenti sia le escursioni offrono opportunità incredibili di godere di scenari sempre diversi e di osservare la ricchissima fauna selvatica del Parco (67 specie di mammiferi, 230 di uccelli). Il susseguirsi delle stagioni enfatizza alcune presenze, rendendole più spettacolari—come nel caso dei cervi al bramito tra fine estate e inizio autunno.”
“Dalla primavera all’inizio dell’inverno è frequente osservare il volo degli avvoltoi grifoni, l’elusivo passaggio degli orsi bruni e una maggiore attività di molte altre specie (cinghiali, caprioli, volpi). Quello con l’Aquila reale è, tra tutti, uno degli incontri più frequenti eppure sempre indimenticabile. Alcune escursioni di corredo al wolf tracking conducono i partecipanti nei territori dei branchi, nell’habitat del Camoscio appenninico, un ungulato la cui eleganza e agilità non lasciano mai indifferenti.”
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da 620,00 €
dal 3 aprile 2026 al 26 marzo 2027Pasqua da lupi, viaggio nella wilderness dell'Appennino Centrale
Un viaggio dedicato al Lupo appenninico nelle aree limitrofe del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise per comprendere il ritorno della natura selvaggia nel territorio Appennino Centrale e il futuro dei grandi predatori in Italia.
- Tra valli e foreste
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dal 13 maggio al 14 ottobre 2026Italy’s big five
Un viaggio in Abruzzo attraverso montagne aspre e selvagge, profonde vallate e immense faggete alla ricerca delle specie iconiche della fauna italiana.
Quale valore aggiunto può offrire l’esperienza con voi in Abruzzo?
“Innanzitutto una maggiore probabilità di arrivare ad avvistare uno di questi leggendari lupi d’Abruzzo: sappiamo dove è più probabile che i lupi possano trovarsi nei diversi periodi dell’anno e come avvicinarsi alla giusta distanza per non interferire con le loro attività. L’utilizzo di attrezzatura ottica di grande qualità che mettiamo a disposizione dei partecipanti contribuisce a rendere l’esperienza ancora più nitida—e memorabile.”
Avvalersi delle nostre guide per cercare di osservare i lupi e altre specie della fauna del Parco significa beneficiare dell’esperienza di chi vive costantemente in questo territorio e, nutrito da una passione fuori dall’ordinario per i lupi, sa raccontare aneddoti e dare risposte che soddisfano la curiosità dei partecipanti. La realtà ecologica—la vita dei lupi—è ovunque in continua evoluzione; affidarsi, per questo tipo di esperienza, a chi convive con loro sullo stesso territorio significa anche valorizzare scelte professionali che contribuiscono, attraverso un approccio corretto e una prima educazione, alla costruzione di un rapporto più sano tra uomini e lupi sull’Appennino.
Non va infine dimenticato il valore aggiunto che la cornice paesaggistica e culturale italiana può infondere a una mattinata di osservazione: il rintocco di un antico orologio dalla torre campanaria di un borgo vicino, la densità di memorie storiche e artistiche, il gusto—perché no—di sorseggiare un vero espresso o un cappuccino fatto per bene dopo due ore di appostamento. Per chi arriva da lontano, è un modo diverso di vivere il viaggio in Italia, magari abbinando la visita di uno dei grandi classici della nostra offerta turistica a qualche giorno di immersione in una dimensione parallela, autentica quanto inattesa, del nostro antico e vitale Paese.