Tra gli anni ’70 e ’90 del secolo scorso i primi ricercatori tentarono di censire e descrivere la popolazione di lupo in Italia. Da allora sono cambiate molte cose: per i lupi, protagonisti di una ripresa demografica allora insperata, e anche per chi li studia, che oggi può contare su informazioni più complete e su una visione più ampia.
All’epoca, nei rifugi appenninici, i comportamenti della specie risultavano calibrati su un ambiente fortemente impoverito, soprattutto per la scarsa disponibilità di prede selvatiche. Ne emergeva un lupo spesso costretto a vivere a stretto contatto con le attività umane, sfruttandone le risorse per alimentarsi grazie a risorse di origine antropica e zootecnica. Oggi, invece, il lupo appenninico mostra abitudini e capacità ecologiche pienamente sovrapponibili a quelle osservate in altri grandi ecosistemi.