Un week-end conduce nel cuore del Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga, 150.000 ettari di area protetta, vasta, selvaggia, impervia, dove roccia e acqua sono protagoniste assolute. Il Gran Sasso è regno del calcare, nel versante teramano intricate foreste di faggio degradano fino al mare. Nel versante aquilano la catena montuosa si appoggia sugli sconfinati pascoli di Campo Imperatore. Sui Monti della Laga domina incontrastata l’arenaria, cascate e ruscelli scorrono superficiali e vivaci nei pascoli e nei boschi sottostanti. Sono entrambi territori sconfinati, che offrono riparo a fauna selvatica. Durante l’escursione le pareti rocciose avvolgono letteralmente l’escursionista mentre la silenziosa Laga all’orizzonte fa da cornice.
Il Corno Grande nasconde tra le sue vette (più di tre, a dire il vero) quello che fino a poco tempo fa fu il ghiacciaio più a sud d’Europa: il Calderone. Ora rimane poco più di un nevaio, a custodia della memoria geologica delle ultime glaciazioni. Dalla vetta, nei giorni tersi, si gode di un ottimo panorama su tutto l’Appennino Centrale, dai Sibillini alle vette del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.