Abbiamo bisogno della Natura. E lei di noi

Wildlife Adventures è un Tour Operator specializzato nel turismo sostenibile. Dal 2009 promuove programmi in grado di avvicinare le persone alla natura, supportando iniziative legate alla conservazione degli ambienti naturali e creando opportunità economiche per le comunità locali.  

Le proposte si concentrano sul raggiungimento di obiettivi sostenibili a lungo termine e che abbiano un impatto positivo sulle persone. Esperienze autentiche incentrate sull’osservazione di animali come orsi, lupi, camosci e aquile reali rappresentano un’opportunità per educare i visitatori sull’importanza della biodiversità e ispirare le persone ad agire per il rispetto della natura e la coesistenza con la fauna selvatica.

Le nostre guide

Umberto Esposito

Fondatore, guida naturalistica e fotografo

Umberto è una guida naturalistica iscritta al Collegio Guide Alpine Abruzzo e un documentarista che lavora a cavallo tra Abruzzo e Molise una delle rare zone dell’Europa Occidentale dove, nelle vaste foreste di faggio che ammantano i monti o nelle alte praterie rupestri, è ancora possibile imbattersi in animali come l’Orso marsicano, il Camoscio appenninico, il Lupo e l’Aquila reale. Un incontro alla fine degli anni novanta con gli orsi presenti nella valle e l’emozione per le prime immagini realizzate, lo hanno guidato verso quella che oggi è diventata la sua professione. Crescendo ha avuto modo di esplorare, conoscere e apprezzare queste montagne. Oggi cerca di trasmettere quelle stesse emozioni provate da ragazzo a coloro che frequentano con lui i sentieri e le montagne dell’Appennino Centrale. Negli ultimi anni ha pubblicato articoli ed immagini su National Geographic, Oasis, Trekking&Outdoor, DOVE Viaggi, DRepubblica, Touring Magazine. E’ co-autore del progetto multimediale Forestbeat e del libro Il Segreto dei Giganti a sostegno della candidatura UNESCO per le foreste del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise. A partire dal 2018 è impegnato come autore e fotografo documentarista nel progetto multimediale L’orso e la formica.

Valeria Roselli

Guida naturalistica

Valeria è stata fortemente legata alle montagne di casa sin da bambina. La sua curiosità l’ha portata a esplorare a fondo i sentieri e le foreste del Parco. Ascoltando le storie degli anziani ha appreso l’importanza delle tradizioni locali e quanto fosse necessario preservare le usanze dei luoghi e valorizzare il passato. Il suo amore per la natura e per la montagna abruzzese è diventato la sua passione e a distanza di pochi anni si è trasformato in una professione. Oggi è una guida naturalistica, iscritta nell’albo delle Guide Alpine Regione Abruzzo, istruttore certificato dalla Scuola Italiana Nordic Walking e un eccellente interprete ambientale. Difende a denti stretti la presenza femminile nei rifugi da noi gestiti.

Andrea De Angelis

Guida naturalistica

La sua storia è quella della radice che ridà l’albero: nato a Roma, trascorre le estati della sua infanzia sul Sangro, nel paesino degli antenati materni, ove un fascino di frontiera emanava ancora dalle storie sugli ultimi orsi. Da adolescente passa deciso dalla parte del lupo e il contatto con la cultura Lakota ridisegna il suo modo di stare al mondo. Negli anni di studi forestali sperimenta l’effetto del bosco e degli alberi e vi scopre un passepartout privilegiato alla conoscenza e alla bellezza. Riabitando il paese dei nonni riporta la sua radice abruzzese a casa e con lui torneranno anche le api e il miele, attività a cui si dedica tuttora. Matura esperienze lavorative per la conservazione dell’orso sull’Appennino e sulle Alpi e diviene infine guida escursionistica iscritta al Collegio Guide Alpine Abruzzo e conduttore di immersioni in foresta; la narrazione storica, ecologica e poetica di luoghi e paesaggi è la sua passione.

Martina Lecce

Guida naturalistica

Linda è abruzzese di adozione e emiliana di origine, in entrambi i casi appenninica: nasce e cresce nel cuore dell’Appennino Tosco Emiliano, sotto la Pietra di Bismantova, un’insolita parete rocciosa a metà tra un altopiano africano e un gigante ferro da stiro in arenaria. Ha sempre avuto il privilegio di condividere le passioni per montagna, la natura e i viaggi con la famiglia e con gli amici. Geografa ed educatrice professionale di formazione, ha unito le due sfere diventando guida naturalistica, iscritta nell’albo delle Guide Alpine Regione Abruzzo. Ha perfezionato la sua formazione collaborando con Riserve Naturali, Parchi Regionali, Oasi Wwf sia in Abruzzo che in Emilia ma anche attraverso le lunghe stagioni dei rifugi di montagna. Ora vive a Pescasseroli, un pò per caso un pò per scelta, dove continua a gironzolare per boschi e monti, accompagnando camminatori entusiasti alla scoperta del Parco. Adora scovare angoli di paradiso dietro casa ma ogni volta che può scappa al Gran Sasso, suo primo amore.

Debora D'Agostino

Guida naturalistica

Debora è innamorata da sempre delle sue montagne. Sin da piccola ascoltava appassionata i racconti della nonna e della madre sulle stagioni trascorse in Val Canneto e sulle sue Mainarde laziali: grossi faggi, orsi, lupi e traversate notturne le facevano sognare una vita d’altri tempi, dura e selvaggia ma, allo stesso tempo, quasi fiabesca. Si trasferisce a Roma per studiare, dove si laurea alla Sapienza in Ingegneria Clinica e BioMedica, ma la vita di città le stava troppo stretta e decide di tornare ad abitare nella sua Valle. Collaborando col Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise come volontaria, il suo desiderio di vivere all’aria aperta diventa sempre più forte e sceglie di diventare Guida Ambientale Escursionistica, lavoro che ora porta avanti con passione e dedizione.

Linda Costi

Guida naturalistica

Linda è abruzzese di adozione e emiliana di origine, in entrambi i casi appenninica: nasce e cresce nel cuore dell’Appennino Tosco Emiliano, sotto la Pietra di Bismantova, un’insolita parete rocciosa a metà tra un altopiano africano e un gigante ferro da stiro in arenaria. Ha sempre avuto il privilegio di condividere le passioni per montagna, la natura e i viaggi con la famiglia e con gli amici. Geografa ed educatrice professionale di formazione, ha unito le due sfere diventando guida naturalistica, iscritta nell’albo delle Guide Alpine Regione Abruzzo. Ha perfezionato la sua formazione collaborando con Riserve Naturali, Parchi Regionali, Oasi Wwf sia in Abruzzo che in Emilia ma anche attraverso le lunghe stagioni dei rifugi di montagna. Ora vive a Pescasseroli, un pò per caso un pò per scelta, dove continua a gironzolare per boschi e monti, accompagnando camminatori entusiasti alla scoperta del Parco. Adora scovare angoli di paradiso dietro casa ma ogni volta che può scappa al Gran Sasso, suo primo amore.

Un po' di storia

Il nostro marchio

La ricerca di un nome iniziò a Pescasseroli, piccolo centro del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise in una mansarda-studio, concentrando idee e appunti su una Moleskine lasciata bianca a lungo. La necessità di un marchio nasceva allora per confezionare un breve documentario con immagini raccolte in natura e venne piacevolmente affrettata dalla richiesta della Provincia Autonoma di Trento per l’utilizzo di foto e video in occasione del IBA organizzato in Italia nel 2005 (International Association for Bear Research and Management). Non c’era ancora abbastanza malizia e identificammo in una foglia tremula di faggio quelle che per noi erano allora vere e proprie avventure tra le foreste e le montagne d’Abruzzo.

Il successo di quei brevi frammenti e delle allora rare immagini di Orso bruno marsicano ci diedero un forte impulso emotivo e caratterizzarono la nascita della società. Nel corso del 2015, anche in occasione dell’apertura di una nuova sede, abbiamo rivoluzionato il nostro brand. Oggi ci sono quattro elementi che racchiudono lo spirito delle nostre attività in natura.

Il Camoscio appenninico

Miracolosamente scampato dall’estinzione all’inizio del’900 sui ripidi pendii della Camosciara oggi è diffuso con duemila esemplari sulle vette dell’Appennino centrale e rappresenta una delle più belle storie per la conservazione della natura in Italia. Dal Parco Nazionale d’Abruzzo sono partiti gli esemplari reintrodotti alle pendici della Majella, sul Gran Sasso e nei Monti Sibillini. Lo straordinario disegno del suo mantello, le sue magnifiche corna, l’agilità e l’eleganza dei suoi movimenti, hanno portato a definire questa sottospecie (Rupicapra pyrenaica ornata) il Camoscio più bello del mondo. Specie simbolo di queste montagne rappresenta i nostri ricordi, la fatica e il sudore per le prime cime raggiunte e la soddisfazione per i primi incontri con la fauna del Parco.

I Tholos della Majella

Il territorio del Parco Nazionale della Majella è segnato da manufatti che nel corso dei secoli hanno modificato profondamente l’aspetto e la composizione del paesaggio. Queste capanne in pietra a secco nascono con la crisi della pastorizia, che ha reso necessario strappare alla montagna aree idonee alla coltivazione. Le nuove aree coltivabili si trovavano sempre più lontane dal paese e il lungo e faticoso lavoro di bonifica del terreno dal pietrame ha portato ad avere l’esigenza di un riparo, anche se solo di fortuna, e la necessità di smaltire il pietrame raccolto nei campi. Con il tempo tecniche affinate hanno portato alla costruzione di strutture con finalità ben precise. Sono nati così i complessi agro-pastorali con zone adibite alla mungitura, alla stalla e ad abitazione nella quale soggiornare con tutta la famiglia durante i mesi estivi. I Tholos rappresentano il nostro legame con le tradizioni e lo stile di vita delle popolazioni locali.

I Grifoni del Velino

Il Grifone (Gyps fulvus) è un avvoltoio di grandi dimensioni che può raggiungere un’apertura alare di 280 centimetri. Si era estinto nell’Appennino centrale che ha rappresentato, prima del diciannovesimo secolo, una zona particolarmente adatta alla sua presenza. Oggi è nuovamente possibile osservarlo nel Parco Regionale Sirente-Velino grazie a un attento progetto di reintroduzione del Corpo Forestale dello Stato. Particolarmente importante è la presenza nella stessa area di animali come l’orso e soprattutto il lupo, in quanto il grifone si nutre di resti animali lasciati dalla caccia di questi grandi predatori. Un territorio che lascia davvero ben sperare per le nostre nuove proposte e che rappresenta un corridoio straordinario verso gli ampi spazi del Gran Sasso e i selvaggi valloni della Majella.

Gli archi di San Vincenzo al Volturno

L’abbazia benedettina di San Vincenzo al Volturno, in Molise è la porta d’ingresso, per chi proviene da sud, del cuore selvaggio d’Italia. Difesa dalle catene delle Mainarde a ovest e dal massiccio del Matese a sud è posizionata alla base di una barriera rocciosa dall’aspetto aspro, che si innalza bruscamente, segnando il confine tra Molise e Lazio. Con gli zaini in spalla siamo arrivati qui negli ultimissimi anni presidiando l’altopiano delle Forme con la gestione del Rifugio del Falco e del Centro visita dell’Orso marsicano.  L’incredibile settore molisano del Parco nasconde paesaggi affascinanti e centri abitati suggestivi con tradizioni genuine ancora oggi molto sentite. Tradizioni semplici che, da pura riscoperta, sono entrate in maniera dirompente nelle nostre attività

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