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Parco Nazionale d’Abruzzo, 8 escursioni consigliate per l’Estate

In Abruzzo la natura è davvero protetta e da lungo tempo. Il Parco Nazionale d’Abruzzo (oggi Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise) venne istituito tra il 1922 e il 1923 ed è divenuto nel tempo il simbolo nazionale dell’impegno per la reale tutela dell’ambiente dell’Appennino. Ad esso si sono affiancati negli anni altri due grandi parchi nazionali, quello del Gran Sasso e Monti della Laga e quello della Majella. La Regione ha quindi istituito il vasto Parco Regionale del Sirente-Velino e una fitta rete di riserve naturali, il cui numero supera oggi quota 30. Grazie a questo immenso lavoro la natura dell’Abruzzo può oggi essere apprezzata e visitata da tutti.

Quali sono le mete più interessanti per una vacanza nel Parco? All’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise i sentieri sono numerosi e perfettamente segnati e consentono splendide escursioni a piedi, in mountain bike e a cavallo. In alcuni periodi dell’anno è possibile dedicarsi alla fotografia naturalistica, all’osservazione degli animali in libertà, effettuare birdwatching a ridosso dei laghi e sui pascoli d’alta quota. Il Parco dispone di 150 itinerari escursionistici e una rete di centri visita, musei e sentieri natura.

Sui monti del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, 8 escursioni consigliate per l’Estate

1. Il Lago Vivo

Adagiato in una conca carsica, ai piedi di uno tra gli anfiteatri più belli del territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise questo luogo regala agli occhi di chi lo raggiunge panorami coinvolgenti, bellezze di interesse naturalistico e geologico e cela le tradizioni del mondo pastorale. Dal centro abitato di Barrea si prosegue lungo la SS83 per 1,5 km in direzione Alfedena e sino al primo tornante. Abbandonata la statale si devia a destra per una strada sterrata che in breve conduce al fontanile di Fonte Sambuco dove hanno inizio i segnavia K6 della rete sentieristica del Parco.  

L'affascinante Lago Vivo a inizio Primavera
L'affascinante Lago Vivo a inizio Primavera

2. La Valle di Terraegna di Pescasseroli

Durante la bella stagione sui monti del Parco viene messo in scena uno degli spettacoli più sorprendenti dell’Appennino. Si tratta dell’apparizione di tantissimi fiori che riempiono di colori e profumi questi ambienti. Nel territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise sono state rinvenute oltre 2.000 specie, tra cui molte piante a fiore. Uno degli itinerari che permette di godere di questo spettacolo è il percorso A1 del PNALM che dal piccolo centro abitato di Bisegna conduce sino a Pescasseroli. Da Fonte d’Appia, continuando in salita lungo la sterrata è possibile raggiungere in due ore l’ampio e bel pianoro di Terraegna che si apre alle pendici della lunga catena della Montagna Grande e dove è presente un rifugio gestito.  Durante tutto il periodo estivo le guide di Wildlife Adventures organizzano un’escursione guidata e con pranzo in rifugio per conoscere un lembo di foresta vetusta incredibilmente rimasto intatto ed entrato a far parte del Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Il tramonto sui crinali del Marsicano dal Rifugio di Terraegna
Il tramonto sui crinali del Marsicano dal Rifugio di Terraegna

3. La Val Canneto

Nei territori di Settefrati e Picinisco, comuni del versante laziale del Parco, si snoda un itinerario che costituisce sin dall’antichità un’importante via di comunicazione e di scambio economico tra le valli della Ciociaria e quelle dell’Alto Sangro. La Valle di Canneto con i suoi boschi e con la ricchezza di acque rappresenta una delle mete più affascinanti dell’area protetta. Da Settefrati si seguono le indicazioni per il Santurario Madonna di Canneto e ci si inerpica su una strada panoramica per circa 9 km. E’ possibile parcheggiare l’auto nell’area attrezzata che si apre subito dopo aver superato la basilica e proseguire a piedi lungo l’itinerario F2 del Parco.

Le magnifiche cascate del fiume Melfa, nella Val Canneto
Le magnifiche cascate del fiume Melfa, nella Val Canneto

4. La Val di Rose

Il sentiero I1 del PNALM che sale dal piccolo borgo di Civitella Alfedena al Passo Cavuto e al Rifugio di Forca Resuni rappresenta un percorso magnifico e vario. Dopo aver camminato a pieni polmoni all’interno di un bosco di faggio si ammirano splendidi panorami verso il Lago di Barrea e il Monte Petroso. L’area della Val di Rose si caratterizza per la presenza di una particolare concentrazione del Camoscio appenninico. Il Camoscio insieme con l’Orso bruno marsicano ed il Lupo, rappresenta la peculiarità faunistica più preziosa del Parco e dell’intero Appennino e la popolazione presente in queste aree è oggetto da tempo di una particolare attenzione da parte del servizio scientifico, volta alla sua salvaguardia. Durante il periodo estivo pertanto il percorso può essere regolamentato e non di libero accesso. Per poter accedere è necessario partecipare alle escursioni guidate inserite a calendario in accordo con l’Ente Parco.  

Il sentiero della Val di Rose ormai giunti al Passo Cavuto
Il sentiero della Val di Rose ormai giunti al Passo Cavuto

5. Bearwatching nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

L’abitante più carismatico e famoso delle foreste dell’Appennino centrale è senza ombra di dubbio l’Orso bruno marsicano, una sottospecie endemica di questa regione, il cui nucleo centrale si trova per lo più entro gli stretti confini del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e dei suoi dintorni. Non esiste un itinerario in natura che garantisce l’incontro con l’orso. Partecipando alle escursioni proposte dalle guide locali si ha però l’opportunità di conoscere molto sulla sua ecologia, sulla sua alimentazione e sullo stato di conservazione della specie e  si ottimizzano naturalmente le possibilità di osservazione diretta.

Attività di osservazione all'interno del territorio del Parco
Attività di osservazione all'interno del territorio del Parco

6. Scanno e il lago a forma di cuore

La storia dell’Appennino Centrale è legata a doppio filo a quella della pastorizia. E’ stata proprio l’azione millenaria dei pastori, più di ogni altra attività umana, a plasmare il territorio, trasformando l’ambiente naturale a proprio vantaggio. Essa ha agito perfino sulla cultura delle popolazioni, influenzandone tradizioni, lingua, arte e gastronomia. Molti di questi aspetti sono ancora oggi visibili a Scanno, piccolo centro turistico del Parco d’Abruzzo, reso celebre anche dagli scatti di molti fotografi tra cui spiccano Henri Cartier-Bresson, Mario Giacomelli, Gianni Berengo Gardin e Ferdinando Scianna.

All’interno del paesino il Sentiero del cuore permette di arrivare su una balconata naturale e di osservare la caratteristica forma del suo lago. Meritano certamente una visita le tante botteghe orafe che ancora oggi propongono la lavorazione della filigrana e l’ottimo Pan dell’Orso, un soffice impasto di mandorle, miele e squisito cioccolato

Le caratteristiche case arroccate nel borgo di Scanno
Le caratteristiche case arroccate nel borgo di Scanno

7. La Difesa di Pescasseroli, il bosco delle favole

Ad ovest di Pescasseroli e appena fuori il centro abitato, si trova un luogo unico e dall’atmosfera incantata, dove l’affascinante connubio tra natura e cultura tipico dell’Appennino presenta uno dei suoi esempi più belli. Si tratta del bosco della Difesa, antichissimo pascolo alberato incastonato fra ripide montagne e scandito dai tronchi poderosi di faggi monumentali dalla forma “a candelabro” dovuta alla pratica della capitozzatura, un metodo di potatura finalizzato alla produzione di legna e fronde da utilizzare per l’alimentazione del bestiame.

E’ possibile raggiungere il punto di partenza del sentiero C2 del PNALM direttamente a piedi dal centro abitato. Una comoda mulattiera permette di effettuare un percorso ad anello di circa 2 ore e di rinfrescarsi una volta arrivati all’abbeveratoio e al fontanile della Difesa, dove sgorga acqua purissima.

Il secolari boschi della Difesa di Pescasseroli al mattino
Il secolari boschi della Difesa di Pescasseroli al mattino

8. I Prati d’Angro

Una facile passeggiata in una delle aree meno conosciute e frequentate del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Dal centro abitato di Villavallelonga, situato nel settore nord-occidentale del Parco, è possibile seguire la strada che conduce al piazzale antistante la chiesetta della Madonna della Lanna a 1086 m slm e proseguire poi a piedi tra ampie radure, sino al Rifugio dei Prati d’Angro e al fontanile omonimo.

Guardandosi attorno, anche durante l’avvicinamento in auto, è impossibile non notare il manto boschivo, che quasi senza soluzione di continuità copre i due versanti della vallata. Questa è infatti una delle aree più importanti in Italia dal punto di vista forestale, sia per estensione che per qualità dei suoi boschi. Sulla destra orografica della Vallelonga, d’altronde, si trova la Val Cervara, che nella sua parte superiore ospita la faggeta più antica d’Europa, nel 2017 inserita nei siti riconosciuti Patrimonio mondiale dell’Umanità UNESCO.

I Prati d'Angro e le foreste della Vallelonga
Il verde dell’erba dei Prati d’Angro risalta tra i toni autunnali del bosco